Nelle tante notizie e polemiche che si sono avvicendate in questi mesi ed anni sul nuovo teatro a Teramo non si è mai parlato di cinema, se non nei resoconti sul progetto e sulla sua articolazione. E’ bene quindi ricordare che nel progetto, accanto alla spazio che ospiterà il teatro, verrà costruita una multisala dotata di cinque sale e che quindi il vecchio Cineteatro Comunale verrà probabilmente convertito di funzione.
Ci sembra opportuno, andando oltre le polemiche che in gran parte non condividiamo o le beghe di gestione che l’amministrazione speriamo risolverà senza nepotismi e validando bene progetti e piani di sviluppo, mettere l’accento su due aspetti relativi proprio al cinema che, per quanto meno nobile del teatro o dell’opera, merita invece qualche considerazione in più, vista l’importanza e il seguito, anche economico, che il cinema e l’audiovisivo hanno nella nostra contemporaneità.
Innanzitutto la considerazione spaziale. Non entriamo nel merito sull’appropriatezza del sito – stadio sì stadio no – piuttosto sulla necessità che non ci si sposti dal centro storico. Uno dei grandi problemi del cinema italiano e dell’esercizio in particolare, è stata ed è proprio la chiusura dei cinema cittadini come il nostro vecchio Cineteatro Comunale. Negli ultimi dieci anni hanno chiuso i battenti ben 750 sale - tutte nei centri storici delle città – a favore ovviamente dei multiplex e delle grandi catene tipo WarnerVillage. Questa situazione ha di fatto tagliato dal consumo di cinema quella fetta di abitanti – gli anziani – che forse non ha tempo o possibilità di prendere l’auto e di recarsi nella grande multisala poco fuori città, a favore invece degli adolescenti che nel multpliex trovano altri svaghi come ristoranti negozi e altro.
A questa considerazione aggiungiamo inoltre gli appelli di Riccardo Tozzi, presidente dell’Anica, che ha giustamente messo in rilievo che la scomparsa delle sale di città penalizza il cinema italiano, frequentato da un pubblico più adulto e che ovviamente non trova distribuzione adeguata presso le grandi catene di multisale. Molte regioni d’altronde, per evitare proprio lo spopolamento dei centri storici, hanno deciso di investire sui cinema di città con finanziamenti speciali.
Quindi bene secondo noi alle sale cinematografiche in centro storico o nella sua cinta.
Altro aspetto, più delicato, quello dei contenuti. L’avvento del digitale ha finalmente aperto la possibilità di creare un vero circuito alternativo di proiezione di nuovi contenuti audiovisivi, partendo ovviamente da quel cinema italiano indipendente, di cui L’Uomo fiammifero rappresenta un ottimo e virtuoso esempio, che non trova distribuzione e visibilità in multiplex o centri commerciali occupati militarmente dalle grandi case internazionali.
Udine, Pordenone, Pisa, l’esempio del cinema Aquila a Roma, e tantissime altre sale di provincia frequentatissime in tutta Italia, svolgono un ruolo chiave nel far vivere la cultura cinematografica con proiezioni per tutte le età e tutti i gusti e, aspetto non trascurabile, riuscendo anche a far quadrare il bilancio. Tante regioni italiane, Lombardia e Puglia ad esempio, la Toscana di recente con la prossima realizzazione di una Casa del Cinema a Firenze, hanno istituito circuiti di diffusione di film per ragazzi o di nuovo cinema indipendente. Insomma il digitale apre uno scenario nuovo non solo per il 3D, perchè ormai si parla solo di questo purtroppo, ma anche per ampliare l’orizzonte delle cose che possiamo vedere in una sala cinematografica, non ultimo il film di Chiarini che senza il digitale non esisterebbe.
Quindi non ci sembra utopistico suggerire alla nostra amministrazione di destinare una sala della nascitura multisala a nuove proiezioni e nuovi contenuti, ad una nuova programmazione insomma che ovviamente vada ben oltre la singola serata o la singola proiezione. Ci riferiamo ovviamente alla benemerita rassegna “Alternativa Cinema”, che tanto ha contribuito a salvare Leoni e Palme d’oro dall’oblio della distribuzione provinciale e a risollevare le nostre coscienze cinematografiche e che tuttavia può essere utilmente ampliata grazie al digitale fino ad occupare secondo noi una intera programmazione giornaliera, a partire ovviamente dalle matinée per i ragazzi.